Ecoallevamento

UN NUOVO MODELLO DI ALLEVAMENTO

Esiste un modo di allevare gli animali con rispetto?

Probabilmente implica difenderne il benessere, curarli in caso di malattia, farli vivere in un habitat adatto alla loro specie, garantire la conservazione della specie stessa.

Ma cosa si intende per “benessere animale”? Il soddisfacimento delle necessità primarie e la assenza di sofferenza sono sufficienti a ritenere che vi sia benessere nella vita di un essere vivente? Vorremmo lasciare questo interrogativo alle riflessioni di chi legge.

L’impatto ambientale degli allevamenti intensivi è forte, sia per il potenziale inquinante, basti pensare ai nitrati, all’effetto serra, all’inquinamento da farmaci, responsabili del degrado di ecosistemi terrestri ed acquatici, sia dal punto di vista degli alti consumi energetici, e del consumo di suolo.

Il modello di produzione e consumo legato al sistema industriale non ha risolto i problemi di fame nel mondo, ha anzi creato sprechi ed eccessi alimentari dannosi alla salute.

In un sistema agroeocologico l’obiettivo primario delle produzioni non è di tipo quantitativo, ma interessa la qualità del cibo prodotto, e soprattutto le modalità produttive, le loro interazioni con l’agroecosistema, e la giustizia sociale.

Ci riferiamo alla sistemica, che mette al centro lo studio delle relazioni e della comunicazione tra gli elementi del sistema agroecologico quali il suolo, i vegetali, gli animali, la persona.

Ciascuna specie vivente riceve o dà sostentamento ad altre specie, animali o vegetali; ma ciò che spesso caratterizza il comportamento umano è la sopraffazione e lo sfruttamento.

L’azienda agro-zootecnica si deve inserire in maniera equilibrata nell’ambiente, nell’ottica del mantenimento della fertilità del suolo, la etologia degli animali deve fare da giuda alla impostazione aziendale, la gestione deve essere in stretta relazione al tipo e al numero di capi allevati e le componenti animale e vegetale si devono integrare. Il consumo di fonti energetiche non rinnovabili e di acqua deve essere ridotto al minimo, e pure l’utilizzo di alimenti per animali, come il mais e la soja, che implicano il consumo di forti quantità di acqua, gasolio, terreno fertile.

E’ importante non abusare dell’ambiente e degli animali, limitare i nostri consumi e renderli più consapevoli. 

Ci sono allevatori, tecnici e cittadini che dedicano la propria vita ad occuparsi di animali e ambiente con senso di responsabilità e profondo rispetto nei loro confronti. 

Vogliamo raccontare come lavorano, come sono impostate le aziende, come si creano e si organizzano metodi di riparo, alimentazione, gestione dei pascoli a basso impatto ambientale, come è la loro relazione con gli animali, con le reti dei consumatori, e con l’ambiente. 

Rispettare la natura è un processo della consapevolezza che ci aiuta a discernere con saggezza le azioni da compiere.

CARTA DEI VALORI DELL’ALLEVAMENTO ECOLOGICO

Francesca Pisseri, 11 marzo 2017

L’allevamento agroecologico è un sistema che comprende gli animali domestici, quali bovini o suini, gli animali selvatici, i mammiferi e gli insetti, il suolo, le specie vegetali, coltivate e spontanee, strutture come le mangiatoie, e varie forme di energia, come quella solare e meccanica, tutti elementi in costante interazione dinamica tra loro.

L’uomo è custode e gestore dell’ecosistema naturale e di quello agricolo, e ha il dovere di prendersi cura degli animali in quanto esseri senzienti, degni di rispetto.

L’uomo, inoltre, si fa carico di attivare sinergie tra gli elementi del sistema, in modo da non sprecare le risorse, da non creare rifiuti, e da esaltare le interazioni benefiche tra le parti, per esempio facendo pascolare gli animali con una gestione che porti ad un aumento della fertilità del suolo e ad una vita felice per gli animali.

L’allevatore ascolta e osserva gli animali, in modo da avere da essi stessi indicazioni sulla impostazione del loro ambiente, si prende cura di loro, ed è a loro familiare.

L’uomo addomestica gli animali in modo adeguato, così da creare confidenza e fiducia tra sé e loro.
Riconosce le loro esigenze sociali, emotive ed etologiche in senso lato.

L’allevatore si fa carico della loro buona alimentazione, della pulizia degli ambienti, e della piacevole interazione tra animali e ambiente naturale: alberi, arbusti, erba, sole, acqua e terra. Questi elementi devono far parte della vita degli animali, in modo tale che anche la natura ne tragga beneficio. In questo modo l’uomo si fa carico delle esigenze ecologiche degli animali e favorisce la loro interazione armoniosa con l’ecosistema.

Inoltre, egli si prende cura della salute degli animali tramite il supporto di veterinari esperti, utilizzando metodi preventivi e medicine con approccio olistico, come l’omeopatia.

Si adopera per la loro buona morte in caso di sofferenza o in caso di uccisione per ricavarne cibo.
In un sistema ecologico l’umano consumatore fa onore al sacrificio degli animali, evitando sprechi degli alimenti che da essi derivano.

L’impostazione del sistema di allevamento è creativa, esente dalle standardizzazioni tipiche del sistema industriale, e si basa su un percorso progettuale interdisciplinare, inclusivo, intuitivo.

E’ necessario un adeguato supporto tecnico-scientifico per sviluppare tecnologie che aiutino a diminuire i consumi di energie non rinnovabili, l’impatto ambientale e la sofferenza degli animali, e aumentino l’efficace comunicazione tra allevatori e consumatori, la sicurezza sul lavoro e il benessere dei lavoratori aziendali.

L’arte fa parte dei processi di elaborazione che stanno alla base della implementazione aziendale: la bellezza del paesaggio, il piacere di chi lavora e di chi visita l’azienda sono elementi guida per l’allevamento agroecologico.

Bisogna aprire il cuore e la mente a quello che può essere il guardare l’
“altro”, che sia animale o pianta, senza pregiudizi o proiezioni…..forse
per percepire il fatto che potremmo proteggere la natura, o essere artisti
insieme ad essa, invece che nemici.