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La prescrizione omeopatica di gruppo nell’allevamento bovino

LA PRESCRIZIONE OMEOPATICA DI GRUPPO NELL’ALLEVAMENTO BOVINO
Autore: Francesca Pisseri
PUBBLICATO SU: QUADERNI ZOOBIODI N. 4/2010: 53-60

 
RIASSUNTO
LA PRESCRIZIONE OMEOPATICA DI GRUPPO NEGLI ALLEVAMENTI: La medicina omeopatica ha un ruolo centrale nella gestione sanitaria dell’ allevamento biologico per l’assenza di residui, i bassi costi e la maneggevolezza terapeutica. La omeopatia, basata sul principio di similitudine, si può applicare a gruppi di animali tramite una opportuna metodologia, e lo studio del caso si estende all’intero agroecosistema. Si sintetizzano le diverse fasi applicative: la visita omeopatica, la analisi del caso, la prescrizione applicata a un gruppo di animali da allevamento. Si presenta il caso di un allevamento bovino dove si è applicata tale metodologia per la cura delle patologie presenti, tramite la prescrizione del rimedio Arsenicum album XMK. I risultati presentano un ottimo follow-up clinico, corredato da un monitoraggio parassitologico

 
INTRODUZIONE
Nell’allevamento biologico e più in generale nella zootecnia che voglia perseguire modelli di sostenibilità ambientale e di etica del rapporto uomo-animale, la medicina omeopatica si inserisce come approccio sanitario di prima scelta per la assenza di residui, l’approccio globale alla salute e l’approfondimento delle interazioni animale-ambiente-uomo.
La gestione sanitaria dell’allevamento biologico non dovrebbe limitarsi all’applicazione dei regolamenti in vigore, ma costituire un modo diverso di tutelare la salute animale, tramite un modello sistemico, e svolgere una costante attività di monitoraggio e prevenzione(Pisseri,2009). Ad esempio , il controllo integrato delle parassitosi comprende anche alcune pratiche gestionali, come rotazione e turnazione dei pascoli, l’ attenzione alla genetica e alla igiene dell’ alevamento (Cabaret et al., 2002; Ketzis et al., 2006).
La medicina omeopatica stimola l’organismo a reagire alla malattia sfruttandone le innate potenzialità di guarigione: cerca di curare la predisposizione alla malattia, studiando la costituzione del malato ( Del Francia, 1989), il suo temperamento e le sue modalità adattative.
La letteratura omeopatica è basata essenzialmente su studi effettuati sull’uomo, è quindi necessario elaborare nuove strategie per le applicazioni in medicina veterinaria.
L’approccio omeopatico è individuale ma la sua applicazione in campo zootecnico è possibile in quanto, secondo il metodo sistemico (Mangialavori e Marotta,2004) , l’osservatore definisce i limiti dell’oggetto di studio; nel caso di un allevamento i pazienti sono inseriti nell’agroecosistema, le cui dinamiche sono profondamente interconnesse con la salute e il benessere degli animali( Pisseri, 2003).
Inoltre animali allevati in gruppo, che condividano ambiente e gran parte del patrimonio genetico, esprimono sovente emozioni, comportamenti e tendenze patologiche comuni.
Il rimedio è specifico e diverso per ogni gruppo e può avere l’effetto di aumentare le capacità reattive generali degli animali (Colombo et al., 1998).

 
La metodologia omeopatica applicata al gruppo prevede diverse fasi: la visita omeopatica del gruppo, la analisi del caso, la prescrizione tramite la scelta del rimedio e della potenza più indicati.
La visita omeopatica comprende un’accurata osservazione dell’ambiente pedoclimatico, delle strutture, dell’alimentazione, dei rapporti uomo-animale e delle dinamiche all’interno della mandria.
Viene eseguita una anamnesi patologica recente e remota del gruppo, un’analisi dei comportamenti riferiti alla etologia della specie in questione e delle modalità con cui gli individui si rapportano all’ambiente(Pisseri, 2009).
Durante la presa del caso i dati vengono raccolti tramite colloquio col personale addetto agli animali, osservazione diretta,valutazione delle reazioni degli animali a segnali comunicativi da parte del terapeuta come richiami, posture particolari, contatto fisico.
Si effettua la visita clinica tradizionale dei soggetti ammalati con eventuali esami di laboratorio.
Vengono quindi analizzati gli elementi raccolti valutando se vi sia tra essi una relazione e/o una coerenza, secondo il “metodo della complessità” (Mangialavori e Marotta, 2004), effettuata una repertorizzazione, e, tramite la applicazione del principio di similitudine, prescritto il rimedio “di fondo” del gruppo (Benvenuti et al., 2007).
La scelta della potenza del rimedio si basa sulle condizioni cliniche degli animali, ma in zootecnia si tengono presenti anche esigenze pratiche ed economiche, infatti la prescrizione di potenze più alte consente di ridurre la frequenza delle somministrazioni e quindi i costi di manodopera.
Il rimedio omeopatico può essere somministrato in soluzione acquosa per via orale o vaporizzato sulle mucose (orali, nasali, congiuntivali).
Dopo la prima prescrizione si valuta l’evoluzione del sistema, per verificare la terapia in atto ed eventualmente migliorarla.
Si può procedere alla prescrizione di tipo individuale per alcuni soggetti, nel caso in cui la loro risposta alla terapia non sia stata soddisfacente.
Di seguito si riporta una esperienza che riguarda la applicazione della metodologia omeopatica durante la presa del caso, la analisi del caso e la prescrizione omeopatica in un allevamento bovino, seguita dai dati di tipo osservazionale derivanti dai monitoraggi clinico e parassitologico.

 
MATERIALI E METODI
Lo studio è stato effettuato in un allevamento di circa 200 bovini di razza Limousine, Pezzata Rossa e Mucca Pisana situato in provincia di Pisa. Gli animali sono allo stato brado ad eccezione della fase di ingrasso in cui vengono stabulati. Il rapporto UBA/SAU è ottimo: 0,5 bovini adulti per ettaro. Nell’ ambito della visita omeopatica si rileva che i pascoli appaiono molto sfruttati e con evidenti problemi di calpestamento in alcune zone, non viene infatti effettuata alcuna rotazione dei pascoli.
Il fieno somministrato è variabile come composizione e presenta spesso muffe.
L’anamnesi degli ultimi quattro anni mette in evidenza problemi di endoparassiti ed ectoparassiti, per i quali sono stati effettuati diversi trattamenti sia convenzionali che non convenzionali.
Il personale riporta alcuni episodi di ritenzioni placentari e di metriti post-partum.
Si riscontrano forme di diarrea presenti in tutte le categorie di animali, le feci sono acquose e presentano odore forte. In alcuni soggetti si nota un cattivo stato di nutrizione, pelo opaco ed arruffato.
Alcuni presentano alterazioni cutanee con aree alopeciche, prurito e cute ispessita. In seguito ad una analisi del raschiato cutaneo si è messo in evidenza trattarsi di dermatopatia da Mallofagi.
Le analisi coprologiche mettono in evidenza in tutti gli animali la presenza di coccidi, strongili gastro-intestinali, tenie, e in un ristretto numero di distomi (Fasciola hepatica, Dicrocelium dendriticum).
All’osservazione del comportamento gli animali risultano irritabili e sospettosi nei confronti dell’uomo, manifestando diverse reazioni di difesa, alcune delle quali si risolvono in vera e propria aggressività. Si nota che alcuni operai hanno modi assai agitati nel contatto con gli animali, urlano, utilizzano bastoni anche quando non è necessario.

 
La mandria presenta reazioni di fuga repentine: gli animali tendono ad allontanarsi di corsa all’avvicinarsi dell’uomo.
Durante la visita omeopatica si sono esaminate le problematiche del rapporto del personale con gli animali, indicando nuove modalità relazionali che potessero diminuire lo stress dei bovini in tale contesto.
La nostra analisi del caso mette in luce che l’agroecosistema appare esaurito in quanto i pascoli sono eccessivamente sfruttati; gli animali si possono ritenere indeboliti dal punto di vista immunitario in quanto molto colpiti da malattie parassitarie.
La presenza di parassiti, infatti, non determina necessariamente disturbi clinicamente manifesti, se vi è un buon equilibrio nella reattività degli animali e un buon rapporto UBA/SAU.
La mandria presenta uno stato di subintossicazione dovuto agli squilibri alimentari e alla cattiva qualità del fieno, una alterazione presumibilmente funzionale dell’apparato gastro-enterico e gravi lesioni cutanee.
Dal punto di vista comportamentale presenta uno stato di irritabilità e sospetto eccessivo in rapporto allo standard di specie, determinato da un rapporto uomo-animale basato sulla paura.
I sintomi repertoriali utilizzati sono stati: MIND; IRRITABILITY ; MIND; RESTLESSNESS, nervousness; tendency ; MIND; SUSPICIOUSNESS, mistrustfulness ; GENERALITIES; EMACIATION ; GENERALITIES; INTOXICATION, after ; SKYN; ERUPTION,scabby; RECTUM; DIARRHEA ; RECTUM; WORMS; complaints ; FEMALE; PLACENTA; retained.
La repertorizzazione ( fig.1) effettuata col software Mac Repertory 5.5 evidenzia che 15 rimedi omeopatici presentano almeno 8 dei 9 sintomi omeopatici inseriti.

 

Grafico della analisi repertoriale dell’allevamento bovino

 

Effettuando il procedimento di diagnosi differenziale tra detti rimedi, Arsenicum album è sembrato quello che maggiormente rappresentava il “simillimum” della mandria: animali sospettosi, intossicati, con gravi problemi di cute e diarrea con odore forte.
E’ interessante sottolineare che l’avvelenamento subacuto da Arsenico produce manifestazioni cutanee, diarrea liquida e fetida e accumulo a livello del sistema nervoso centrale con irritabilità e nervosismo.
Si prescrive Arsenicum Album XMK in soluzione acquosa da somministrare tramite erogatore a spruzzo sul musello e sulla mucosa oculare una volta al giorno per tre giorni, quindi una volta al mese per 1 anno.
La potenza XMK per personale esperienza è parsa la più adatta alla prescrizione perché consente di ottenere effetti terapeutici rapidi e duraturi con somministrazioni distanziate nel tempo.
Per allevamenti allo stato brado è particolarmente importante evitare trattamenti troppo ravvicinati che costituiscono motivo di stress per gli animali e costi di manodopera per la azienda.

 
Il livello di infestazione parassitaria è stato valutato nell’ arco di un anno tramite un programma di monitoraggio parassitologico, effettuando 6 campionamenti di e indagini parassitologiche quali e quantitative (Perrucci et a.,2004).
Ad ogni campionamento sono stati raccolti pool fecali, in numero di uno per razza dei bovini al pascolo e uno per box dei bovini all’ ingrasso, oltre campioni singoli, in numero di 14-35 per ciascun campionamento, prelevati dall’ ampolla rettale di diverse categorie di animali.
Il primo campionamento è stato effettuato prima della somministrazione del rimedio omeopatico.

 
RISULTATI E CONCLUSIONI
Il follow-up clinico mostra durante i due mesi successivi alla somministrazione del rimedio omeopatico un progressivo miglioramento fino alla totale remissione dei quadri diarroici e cutanei, una normalizzazione dello stato di nutrizione e un miglioramento dello stato di irritabilità degli animali.
La gestione dei pascoli non ha subito nello stesso periodo alcuna variazione. Un solo animale, riproduttore maschio, è stato trattato con terapia convenzionale per distomatosi in quanto non presentava miglioramento della sintomatologia.
I risultati del monitoraggio relativi agli strongili gastro intestinali e ai coccidi, riportati nella tabella 1, indicano una diminuzione dei valori medi di upg di strongili g.i. tra il primo e il secondo prelievo, inoltre nei punti di picco stagionale (autunno e primavera) si ha una bassa carica parassitaria.
Per quanto concerne le opg di coccidi si ha un iniziale aumento seguito da una diminuzione, e nella primavera successiva la media si mantiene a livelli bassi.
Il monitoraggio parassitologico ha consentito di tenere sotto controllo l’andamento delle parassitosi, permettendo, in caso fossero emersi dati preoccupanti, di intervenire in anticipo rispetto al manifestarsi dei disturbi causati dalle stesse.
I dati ottenuti potrebbero essere correlati a fattori quali clima, alimentazione, ecc. e inoltre vi è una probabile distorsione dei dati conseguente a una relativa disomogeneità di campionamento (analisi di pool fecali), tuttavia la tendenza riscontrata, valutata contestualmente al favorevole follow-up clinico, fa ipotizzare un buon controllo delle patologie presenti in azienda tramite la terapia omeopatica.
La esperienza riportata mette in luce la possibile validità del metodo omeopatico nel contenere il livello dei parassiti sotto la soglia di “rischio sanitario” e “rischio zootecnico” anche in situazioni di importanti problematiche patologiche, sottolineando la importanza del monitoraggio quantitativo per un ottimale controllo della situazione parassitologia aziendale.