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Medicina veterinaria preventiva

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MEDICINA VETERINARIA PREVENTIVA
Autore: Francesca Pisseri, 15/09/2012

 
Prevenzione veterinaria negli allevamenti:sanità animale, benessere, approccio olistico
La presenza veterinaria nell’ allevamento ha tra le sue principali finalità la salvaguardia della salute animale ed umana e la tutela del benessere animale, tenendo presenti le esigenze economiche dell’ imprenditore agricolo. La prevenzione in questo senso si pone come il principale mezzo per il mantenimento della salute e del benessere animale, nell’ottica di un sempre minore utilizzo di molecole di sintesi.
Nella zootecnia che voglia perseguire modelli di sostenibilità ambientale e di etica del rapporto uomo-animale, il contributo veterinario deve essere di ampio raggio e interfacciarsi con altre competenze quali quelle agronomiche, zootecniche, ecologiche.

 
UN NUOVO MODELLO DI ZOOTECNIA
L’ obiettivo primario della produzione agroecologica non è di tipo quantitativo, ma interessa la qualità delle produzioni stesse e in modo particolare le modalità produttive con le loro conseguenze sull’agroecosistema.
L’ azienda si deve inserire in maniera equilibrata nell’ ambiente, nell’ ottica del mantenimento della naturale fertilità del suolo, la superficie agricola deve essere in relazione al numero di capi allevati e le componenti animale e vegetale si devono integrare, badando al rispetto delle esigenze fisiologiche ed etologiche degli animali.

 
GESTIONE SANITARIA PREVENTIVA
La prevenzione richiede una ottimale conoscenza dei problemi e degli elementi del sistema ( animali, alimenti, strutture, anamnesi sanitaria, ecc) ed una efficace comunicazione coll’ imprenditore e col personale.
La presenza del veterinario nella azienda zootecnica deve essere costante e attenta, poiché mentre nella zootecnia convenzionale si possono apportare correttivi settoriali incisivi (esempio trattamenti antibiotici di massa), nel sistema biologico ciò non è possibile e quindi eventuali problemi vanno affrontati con tempestività e,dove possibile, prevenuti.
La comune concezione dell’ azione medica “diagnosi-prognosi-terapia” va ampliata, per impostare un tipo di lavoro basto su monitoraggi ed elaborazione di piani sanitari preventivi.
Strategie di monitoraggio sono essenziali per avere un controllo il più possibile continuativo della situazione, utilizzando più metodi di rilievo dei dati (sanitari, produttivi, riproduttivi, ecc) e opportuni momenti di analisi e di discussione sui dati stessi.

 
STRATEGIE PREVENTIVE
Monitoraggio: ambientale, sanitario, parametri zootecnici. Un esempio è il monitoraggio parassitologico, che consiste nell’ effetuare analisi delle feci eriodiche a un campione significativo di animali presenti nell’ allevamento, in base al quale si possono individuare i rischi zootecnico e/o sanitario, e in base ad essi impostare strategie di intervento

 
ATTIVITA’ VETERINARIA PREVENTIVA
ANAMNESI AZIENDALE ( genetica, alimentazione, patologie recenti e remote, management, ecc)
INDIVIDUAZIONE DEI PUNTI DEBOLI DEL SISTEMA-ALLEVAMENTO
ELABORAZIONE PIANO DI MONITORAGGIO SANITARIO ( visite cliniche, analisi di laboratorio, ecc)
INDIVIDUAZIONE DEGLI INTERVENTI (preventivi e/o curativi) DA EFFETTUARE ( omeopatia, fitoterapia, ambientali)
ELABORAZIONE PIANI DI INTERVENTO, condivisi e discussi con l’ allevatore
VERIFICA DEGLI INTERVENTI effettuati
VALUTAZIONE EFFICACIA DEL METODO (individuare indicatori per questo scopo)
OMEOPATIA E FITOTERAPIA IN PREVENZIONE VETERINARIA

 
La MEDICINA OMEOPATICA stimola l’organismo a reagire alla malattia sfruttandone le naturali potenzialità di guarigione, il rimedio omeopatico è altamente specifico del sistema in quanto ogni individuo presenta particolari deficit reattivi.L’applicazione del metodo consiste nel rilevare i sintomi del malato e individuare quella sostanza capace di provocare gli stessi sintomi nell’individuo sano; maggiori sono le similitudini e migliori sono i risultati che si possono ottenere dalla terapia. L’approccio omeopatico è individuale e la sua applicazione in campo zootecnico, anche se apparentemente difficoltosa, è in realtà possibile poiché gli animali allevati in gruppo possono essere considerati come un unico individuo e i disturbi manifestati come espressione di una tendenza patologica comune. Nel caso di aziende zootecniche è essenziale una accurata valutazione di ambiente, clima, terreno, strutture, alimentazione, rapporti uomo-animali, dinamiche all’ interno del branco, per avere una visione sistemica della azienda zootecnica (agroecosistema).
La FITOTERAPIA si basa sul principio farmacologico dose-effetto, il farmaco in questo caso è un fitocomplesso, che contiene numerosi principi attivi, ed ha quindi una azione multifattoriale sull’ organismo animale, agendo in contemporanea su più funzioni, organi, apparati. UNo stesso fitocomplesso può essere prescritto per prevenzione o per terapia, a diversi dosaggi. Il fitoterapico ha quindi profonde differenze rispetto al farmaco convenzionale, che vanno considerate attentamente al momento del suo utilizzo. Va posta particolare attenzione al dosaggio, considerando anche il metabolismo delle diverse specie animali; purtroppo gli studi di farmacocinetica in medicina veterinaria sono estremamente scarsi e quindi spesso ci si deve basare su supposizioni.
Numerosissimi sono gli utilizzi della fitoterapia in veterinaria, presenti nelle tradizioni popolari, sia italiane che di altre nazioni. Il sapere derivante dalla medicina popolare, correlato allo studio delle proprietà farmacologiche dei principi attivi vegetali può portare ad efficaci prescrizioni medico-veterinarie, auspicando comunque lo svolgimento di studi clinici che siano da riferimento per il medico. Va considerata la frequente variabilità dei preparati disponibili in commercio, le problematiche legate alla qualità dei prodotti e la possibilità di residui fitochimici nei prodotti di origine animale.