Articoli

Medicina omeopatica e parassitosi ovine

Medicina omeopatica e parassitosi ovine
Pubblicato su: “Metodologie alternative di lotta alle parassitosi gastrointestinali degli ovini”. Quaderno ARSIA N°4: 31-37.
Francesca Pisseri1, Francesca Cecchi2, Franco Del Francia1
L’agricoltura e la zootecnia biologica necessitano di dati e tecniche che ne possano supportare lo sviluppo. Non si può infatti pensare che l’allevamento biologico possa basarsi su un semplice ritorno alle tecniche tradizionali in quanto, nonostante tale indirizzo produttivo prediliga la qualità a scapito della quantità, deve comunque avere un riscontro economico che giustifichi lo sforzo della conversione.


D’altro canto anche se la normativa vigente contiene diverse deroghe riguardo l’uso di tecniche convenzionali in zootecnia biologica è necessario che il ricorso a tali tecniche venga progressivamente ridotto per non rischiare di proporre ai consumatori un prodotto alimentare animale etichettato come biologico che non ha sostanziali differenze con il corrispondente convenzionale.
Una deroga, contenuta nel D.M. 4 agosto 2000 (modalità di attuazione del Reg. CEE 1804/99), riguarda proprio l’uso degli antiparassitari, molecole con forte impatto ambientale ed elevata tossicità.
Vi è quindi l’esigenza di fornire valide alternative agli allevatori che intendono iniziare un processo di conversione.
La medicina omeopatica è un metodo terapeutico che utilizza sostanze provenienti dal regno animale, vegetale, minerale sottoposte a processi di diluizione e dinamizzazzione (succussione); tali processi consentono ai farmaci che da essi derivano una interazione particolare con gli organismi viventi.
La terapia viene prescritta in base al principio di similitudine o analogia, cioè si prescrive al paziente il farmaco che ha causato un quadro sintomatologico simile nella sperimentazione omeopatica.
Il rimedio omeopatico per sua natura (scarsa o nulla presenza di molecole) non agisce a livello chimico o biochimico e non si hanno ancora dati certi sul suo meccanismo di azione, probabilmente esso apporta al sistema vivente una informazione che induce una serie di reazioni nel sistema stesso, portando a un maggiore equilibrio nell’interazione fra le varie parti del sistema e nell’interazione tra il sistema-individuo e l’ambiente esterno.
Da ciò deriva una maggiore efficienza dei processi reattivi del soggetto a tutti i livelli: fisico, emotivo, psichico, una maggiore adattabilità alle condizioni ambientali e quindi un aumento della resistenza alle malattie.
I concetti base dell’omeopatia sono perfettamente in armonia con i principi della agricoltura e zootecnia biologica, che sottolineano come la salute degli animali vada tutelata soprattutto in forma preventiva, cercando la miglior interazione possibile tra animali e ambiente (razze autoctone, alimentazione naturale, ecc.).
Si parla, inoltre, di complementarità tra terra e vegetale, vegetale ed animale, animale e terra, al fine di raggiungere un equilibrio degli ecosistemi agricoli che consenta la salvaguardia dell’ambiente, della salute pubblica e lo sviluppo di una agricoltura durevole (Reg. CEE 92/91); al pari l’omeopatia vede lo stato di salute come uno stato di equilibrio dell’organismo che risponde in maniera efficace alle sollecitazioni dell’ambiente.
Secondo la visione omeopatica le malattie dipendono quasi esclusivamente dalla predisposizione del soggetto e in minima parte dalla causa esterna (noxa patogena della medicina tradizionale).
Il rimedio omeopatico è altamente specifico del sistema in quanto ogni individuo (o gruppo di individui se omogeneo) presenta particolari deficit reattivi, al contrario per la medicina tradizionale il farmaco varia in base alla malattia.
Vari lavori sperimentali della Scuola di Cortona mettono in evidenza una maggiore efficienza del sistema immunitario negli animali trattati con l’omeopatia rispetto al gruppo di controllo.
In letteratura non sono reperiti lavori riguardanti la relazione tra parassitosi e omeopatia, il nostro lavoro, quindi, si prefigge lo scopo di effettuare una prima valutazione dell’efficacia dell’omeopatia nella lotta alle parassitosi ovine; da quanto precedentemente esposto si può comprendere come tale metodo non possa consentire l’eliminazione dei parassiti ma una maggiore resistenza ad essi negli animali trattati; in tempi lunghi si può a nostro parere presupporre una diminuzione significativa della carica parassitaria.
Materiali e Metodi
Questa ricerca è stata condotta presso un allevamento sito in ambiente collinare del comune di Barberino Val D’Elsa.
Trattasi di un allevamento di pecore di razza Sarda con una consistenza di circa 400 capi, di cui 274 soggetti in lattazione di età compresa tra 1 e 8 anni. L’ambiente risulta essere pulito e asciutto, la lettiera è di paglia e le mangiatoie in legno. La tosatura viene effettuata a maggio.
Questa prova preliminare è stata condotta impiegando 11 soggetti di controllo e 11 soggetti del gruppo omeopatico per due anni consecutivi (1999 e 2000). I rimedi omeopatici sono stati somministrati per via orale, una volta al mese, ai singoli capi appartenenti al gruppo omeopatico.
Per ogni soggetto sono stati effettuati cinque prelievi di feci, per la ricerca di Strongili, e le analisi del sangue per la valutazione dell’ematocrito.
I prelievi del primo anno sono stati effettuati nei mesi di Aprile, Maggio, Luglio, Settembre e Ottobre, mentre nel secondo anno sono stati effettuati in Marzo, Maggio, Giugno e due in Ottobre.
Per la scelta dei rimedi da somministrare si è proceduto ad una raccolta di dati sui vari aspetti dell’allevamento: ambiente, alimentazione, problemi sanitari, comportamento degli animali. L’approccio omeopatico è infatti olistico, si valutano cioè vari aspetti riguardanti il sistema che in questo caso è l’azienda stessa, concentrandosi sulle relazioni tra le varie parti (gregge-alimenti, gregge-tempratura ecc.) e sullo studio del comportamento di specie.
Si procede quindi, tramite il metodo analogico, allo ricerca e allo studio dei rimedi omeopatici da prescrivere.
Alimentazione
I soggetti hanno pascolato su un prato polifita, di circa 50 ha, ricco di leguminose; sul prato erano presenti olivi fonte di corteccia per gli animali.
Le pecore erano alimentate con fieno di medica di ottima qualità, con un integratore e con un mangime costituito dal 20% di proteine, somministrato in 2 volte alla dose di 300 gr./capo/die in estate e 700 gr./capo/die in inverno, con variazioni di quantità sempre graduali.
L’integratore era costituito da carbonato di calcio, cloruro di sodio, fosfato bicalcico, bicarbonato di sodio, bentonite, farina di granturco, ossido di magnesio, propionato di sodio, vitamina A, vitamina D3 e vitamina E , Selenio, Zinco. L’acqua, di ottima qualità, era fornita da pozzi aziendali.
Problemi sanitari
Le mammelle delle pecore in lattazione risultano essere pulite nonostante la mungitura venga effettuata senza un prelavaggio.
Le mastiti sono rare nell’allevamento,e, quando presenti, di lieve entità; in genere nei soggetti colpiti viene osservato abbattimento, febbre ed una mammella dura, calda; il latte coagula e pertanto non risulta idoneo alla caseificazione. Raramente il proprietario somministra l’antibiotico. Sono stati osservati soltanto 3 casi di mastite gangrenosa in 3 anni.
Le diarree neonatali sono spesso osservate sui nati da primipare che presentano sangue misto al latte. La diarrea si presenta verso i 15-20 giorni con alta percentuale di mortalità, oppure quando gli agnelli cominciano a mangiare erba.
Si osservano, inoltre, problemi respiratori, tosse, dispnea, agg. caldo, polmoniti con epatizzazione, pleuriti.
I casi rari di malformazioni riguardano agnelli con opistotono o retroversione dei piedi; in questi ultimi anni, a seguito di adeguata selezione sui montoni, i casi di malformazioni sono diminuiti.
I parti sono prevalentemente eutocici, assistiti in caso di gemellarità. La gemellarità risulta notevole: 300 pecore – 450 agnelli in 1 anno.
Si osservano casi di zoppie soprattutto quando c’è molta umidità ambientale.
Osservazioni etologiche
Seguono brevi cenni ad alcune caratteristiche etologiche delle pecore, l’ osservazione del comportamento è infatti essenziale per una buona prescrizione omeopatica.
Gli ovini sono animali di branco, che si definisce come un gruppo di soggetti aventi in genere legami di parentela all’ interno del quale vi sono scambi ed interazioni di vario tipo.
Il legame del singolo al gruppo è in questa specie particolarmente forte : se separate dal gregge infatti le pecore, anche se adulte, hanno vere e proprie crisi di ansia e paura.
Importanti ed efficaci i processi comunicativi del gregge : in pochi secondi tutti i soggetti sono a conoscenza per esempio della direzione in cui muoversi.
Nel gruppo vi sono gerarchie ma è raro il ricorso a conflitti per stabilirle, sono infatti animali mansueti.
Le pecore sono abbastanza sospettose, si tengono lontane dagli estranei; dopo poco, però, si avvicinano incuriosite.
Sono abitudinarie: se cambia orario di mungitura o mungitore ne risentono; seguono sempre il pastore.
Sono sensibili al caldo, stanno meglio infatti quando fa freddo, in estate pascolano soprattutto di notte, nelle ore calde tendono a stare al chiuso.
Spiccato nella specie il desiderio di sale.
Lo studio dell’ etologia delle pecore permette a nostro parere di trovare notevoli analogie con rimedi appartenenti ai gruppi dei sali di Calcio e di Fosforo.
Ricordiamo che in ogni caso una corretta prescrizione omeopatica deve basarsi sulla analisi dei dati specifici della situazione in esame, oltre che su dati generali della specie .
Analisi statistica
Per ogni campionatura e per anno sono state calcolate le medie e le deviazioni standard di gruppo (gruppo di controllo e gruppo omeopatico). Successivamente, per ogni soggetto, sono state calcolate le medie per stagione, considerando i mesi di Aprile e Maggio come prelievo primaverile, i mesi di Giugno e Luglio come prelievo estivo e i mesi di Settembre e Ottobre come autunnali. Ottenute le medie individuali-stagionali sono state calcolate le medie e le deviazioni standard per ogni gruppo.
Per evidenziare le relazioni tra EPG e PCV sui valori stagionali individuali sono state calcolate le correlazioni di Pearson.
Infine, dopo aver suddiviso le EPG e le PCV in classi di valori (0, < 200 e > 200 per le EPG; <30, 30 – 50 e >50 per le PCV) è stata effettuata la loro distribuzione percentuale all’interno dei diversi prelievi stagionali.
Tutte le elaborazioni sono state effettuate tramite il pacchetto statistico JMP (vers. 3.1.3, 1996).
Risultati e Discussioni
In seguito alla valutazione dei dati e della loro analisi statistica emergono alcune considerazioni: i valori medi di uova per grammo di feci (EPG) per stagione sono lievemente più bassi nel gruppo omeopatico rispetto al gruppo di controllo, ad eccezione del prelievo estivo del primo anno della prova; le deviazioni standard sono decisamente minori nel gruppo omeopatico, ciò indica che i dati sono tendenzialmente concentrati intorno al valore medio e che quindi gli animali non sono gravemente infestati pur essendo tutti parassitati (tab. 1).
Questo è evidente soprattutto nei prelievi autunnali dove ben il 90.91% ed il 50% dei soggetti del gruppo omeopatico, rispettivamente negli anni 1999 e 2000, risultano avere una infestazione superiore alle 200 uova per grammo di feci, mentre i valori delle medie generali risultano essere decisamente inferiori rispetto al gruppo di controllo.
I valori medi delle EPG per ciascun prelievo sono sempre più bassi nel gruppo omeopatico nel secondo anno della prova (grafico 2); nel primo anno della prova non ci sono grosse differenze tra i due gruppi ad eccezione del prelievo di Settembre in cui il gruppo omeopatico sembra reagire in maniera migliore alla grossa infestazione (grafico 1).
Questo dato potrebbe confermare che l’ utilizzo della medicina omeopatica porta ad un graduale aumento della resistenza alle infestazioni.
Particolarmente interessanti risultano i dati riguardanti il PCV (ematocrito, che indica le ripercussioni della parassitosi sullo stato di salute dell’animale): mentre le medie per stagione non mostrano differenze apprezzabili la distribuzione percentuale dei soggetti rispetto ai valori-soglia indica che nell’anno 2000 i soggetti del gruppo omeopatico hanno avuto una buona resistenza alla parassitosi rispetto al gruppo di controllo, in autunno in particolare (periodo di maggiore infestazione) il 100% dei soggetti del gruppo omeopatico avevano valori minori di 50 ( di questa quota ben il 42.86% era al di sotto dei 30), mentre del gruppo di controllo il 90 % li aveva tra 50 e 60 e il 10 % maggiore di 60, e comunque nessun soggetto era al di sotto dei 30 (tab. 2).
Questa osservazione conferma il fatto che l’ omeopatia determina una minor ripercussione della parassitosi sullo stato di salute degli animali trattati.
Si nota inoltre confrontando le analisi effettuate nell’ottobre 2000 che nel gruppo di controllo su 8 soggetti 5 presentano un aumento significativo del numero di uova mentre nel gruppo omeopatico su 8 soggetti solo due presentano un aumento significativo, la carica parassitaria tende quindi a non aumentare.
Per quanto riguarda le correlazioni tra EPG e PCV effettuate per stagione e per anno (tab. 3), si osserva un solo valore coincidente tra gruppo di controllo e gruppo omeopatico nel primo anno della prova: è la correlazione negativa tra le EPG primaverili e le PCV estive con valori pari a
r=-0.453 e r=-0.476 rispettivamente nei due gruppi.
Le altre correlazioni assumono spesso valori contrastanti. In linea generale è comunque da segnalare che le EPG autunnali nel gruppo di controllo, e sempre nel primo anno della prova, sono sempre correlate negativamente, e con valori elevati, con le PCV di ogni stagione, mentre le EPG primaverili del gruppo omeopatico sono sempre correlate in maniera negativa con le PCV di ogni stagione.
Nel secondo anno della prova i risultati non vengono confermati per il gruppo di controllo, ma assumono spesso valori opposti, mentre nel gruppo omeopatico i valori delle correlazioni tra le EPG estive con le PCV di ogni stagione sono risultate praticamente coincidenti nei due anni, anche se non in maniera significativa: correlazione positiva tra EPG estiva e PCV primaverile e negativa tra EPG estiva e PCV estive e autunnali.
Le uniche correlazioni significative vengono osservate nel gruppo di controllo e precisamente per quanto riguarda le EPG autunnali con le PCV estive nel primo anno (r=-0.958) e tra le PCV autunnali e le EPG primaverili ed estive, nel secondo anno (r=0.579 e r=0.696 rispettivamente).
Questo dato potrebbe confermare quanto già detto : che cioè negli animali trattati con l’ omeopatia lo stato di salute è meno influenzato dal valore di uova per grammo di feci, dato che le correlazioni tra i due valori non sono sempre presenti, è anche possibile comunque che l’ ematocrito sia influenzato da fattori diversi dalle parassitosi : lattazione, alimentazione, patologie intercorrenti.
Conclusioni
Da questa nota preliminare emerge che i valori medi di uova per grammo di feci (EPG) per stagione sono lievemente più bassi nel gruppo omeopatico rispetto al gruppo di controllo; emergono anche osservazioni che confermano l’ interazione tra rimedio omeopatico ed organismo così come descritta dai piu’ illustri autori omeopatici.
Questo studio potrebbe quindi confermare l’efficacia della terapia omeopatica nella lotta alle parassitosi ovine e incorraggiare quindi l’ uso di questa tecnica in aziende che intendono iniziare sistemi produttivi biologici.
Questi risultati, ritenuti incoraggianti per il prosieguo dello studio, necessitano sicuramente di ulteriori approfondimenti sia per la carenza di riferimenti bibliografici, sia per il fatto che si riferiscono a un numero limitato di capi.
Questa ricerca si collega ad altre effettuate in parallelo sulle parassitosi ovine e presentate sullo stesso volume del seminario; una ipotesi di lavoro molto interessante lega l’omeopatia alla selezione genetica: l’omeopatia fatta su animali che abbiano già subito una selezione genetica, e quindi più resistenti, potrebbe essere un mezzo veramente efficace alla lotta contro le parassitosi ovine.
Bibliografia:
F. Del Francia 1999 “ L’omeopatia nelle malattie degli ovini e dei caprini” ediz. Scuola di Med Vet Omeop “Rita Zanchi” Cortona- Arezzo
S. Hanemann “ Organon dell’arte del guarire” VI edizione (1920) Red edizioni
F. Del Francia 1989 “ Omeopatia Veterinaria” Red edizioni
J.T. Kent 1905 “ Materia Medica Omeopatica” Red edizioni
A.Manning 1985“ Il comportamento animale” Bollati Boringhieri
N. Colombo, I. Archetti, M. Fazia, G. Brocheler, F. Del Francia 1999“Trattamento omeopatico e controllo del profilo immunitario in allevamenti di bovini da latte il Lombardia” “ L’omeopatia negli allevamenti bovini da latte “ ed. ARSIA p.53-59.
M. Testadura 1999 “ Trattamento omeopatico in buiatria” “ L’ omeopatia negli allevamenti bovini da latte” ed ARSIA p.61-68
JMP.
Note:
1. Medico Veterinario Omeopata, docente presso la Scuola di Omeopatia Veterinaria “R. Zanchi” – Cortona – Direttore Dr. F. Del Francia.
2. Dipartimento di Produzioni Animali, Università degli Studi di Pisa.