Medicina veterinaria sistemicaArticoli

Modello sistemico in medicina veterinaria

MODELLO SISTEMICO IN MEDICINA VETERINARIA
Autore: Francesca Pisseri,16/08/2012
La sistemica in medicina veterinaria: un approccio complesso per una semplice soluzione dei problemi
Tale impostazione mette a fuoco la dinamica generale dell’ individuo, prendendo quindi in considerazione l’ ambiente in cui vive, il suo vissuto, le sue relazioni per giungere a soluzioni che comprendano e sostengano le risorse dell’ individuo ( o dell’ ecosistema) stesso, che possano migliorare le sue capacità adattative e il suo equilibrio a medio e lungo termine.
L’utilizzo della impostazione sistemica in medicina veterinaria porta a trovare delle soluzioni a bassi consumi energetici, poiché le soluzioni sono basate sul miglioramento della organizzazione del sistema, che porta a un miglioramento della sua omeostasi.
E’ necessario un cambio di mentalità, di paradigma nell’ affrontare sia lo studio dei fenomeni, sia nell’ agire su essi; bisogna passare da un approccio riduzionista, basato sull’ approfondito studio dell’ elemento-problema del sistema ( per es esempio l’ organo ammalato) per trovare un intervento mirato e specifico, a un approccio complesso e olistico, basato su una visione di insieme.
Su cosa si fonda la pratica sistemica?
Il punto di osservazione è spostato dagli elementi alle relazioni che intercorrono, sia fra gli elementi stessi del sistema che da e verso l’esterno.
Studio delle connessioni, delle interdipendenze, dei reciproci adattamenti, delle modalità comunicative.
Studio delle modalità di relazione.
Come indagare un sistema complesso?
Lo studio del sistema complesso è basato soprattutto sulla analisi delle relazioni esistenti tra gli elementi che lo compongono.
Osservare come si muove, si organizza, muta ed evolve , prescindendo dai componenti .
Monitoraggio di tipo dinamico, raccolta di dati che si evolvono nel tempo.
Raccolta di dati relazionali.
Tenere conto delle interferenze dell’ osservatore ( le modalità di indagine interferiscono con le risposte del sistema) .
Sviluppare la capacità di aggregare più elementi e saperli vedere come appartenenti ad un tutto unico sensato e funzionante.
Le letture delle interrelazioni tra gli elementi non sono univoche, perché vi sono moltissime variabili che interagiscono.
CONOSCENZE SU UN SISTEMA
Un elemento si comprende soltanto tramite un sistema di relazioni l’ ottica sistemica non porta mai, per definizione, a una conoscenza totale del sistema, ma solo di alcune parti che interessano.
Le letture delle interrelazioni tra gli elementi non sono univoche, perché vi sono molte variabili che interagiscono.
Ogni sistema presenta un comportamento, che deriva dalle relazioni dei suoi elementi.
Come studiare un sistema complesso ?
Visione d’ insieme: sviluppare la capacità di aggregare più elementi e saperli vedere come appartenenti ad un tutto unico sensato e funzionante.
Evoluzione nel tempo delle dinamiche relazionali e adattative.
Evidenziare i processi.
Modalità comunicative intra ed extra-sistema.
Comportamento che mi restituisce quando agisco su di lui .
Evidenziare i “punti critici” .
Non c’è un unico linguaggio teorico che possa descrivere esaurientemente il contenuto fisico di un sistema. I vari linguaggi possibili e i vari punti di vista sul sistema sono complementari, cioé si completano e si integrano fra di loro.
L’ ottica sistemica non porta mai, per definizione, a una conoscenza totale del sistema.
Diversi livelli e gli elementi individuali sono collegati da una grande varietà di legami. Ne viene fuori un’alta densità di connessioni, interne ed esterne al sistema .Ogni connessione significa informazione.

 

CHE COSA STA FACENDO QUESTO CANE? La risposta in fondo alla pagina

 

Ogni segnale va contestualizzato per comprenderlo, i linguaggi cambiano a sec dei contesti, quindi anche la etologia va studiata ed usata in questo modo.
Il significato di un gesto, di un atteggiamento, può essere determinato dalla sua valutazione nel contesto,e nel vissuto dell’ individuo; la lettura del fenomeno va relazionata con l’ ambiente e gli elementi che lo circondano, e con gli elementi che precedono e seguono, nel tempo.
Il soggetto della foto è la Nina, la foto di Monica Antoni, che ringraziamo.
Quello che si vuole proporre è un modello complementare di conoscenza e di trasformazione.
Quando si ha a che fare con fenomeni complessi, come quelli che riguardano la medicina e la biologia, un approccio può essere quello di cercare di ridurli alle componenti fondamentali. L’altro approccio è quello di considerare la complessità stessa come oggetto della nostra indagine. I due approcci si possono integrare con successo.
SISTEMICA IN MEDICINA VETERINARIA:impostazione,applicazione pratica e risultati.
La tesi che si propone in medicina veterinaria è che quanto più ampio è il sistema che si prende in esame, tanto più vantaggiose, stabili e a lungo termine saranno le soluzioni per tutti i componenti del sistema.
Un altro vantaggio è che se dall’ analisi del sistema ampio emergono più chiaramente valutazioni delle risorse di cui dispongono sia il sistema che gli elementi, suggerimenti su nuovi possibili assetti organizzativi, nuove consapevolezze sui punti di forza e sui punti critici.
Possibili interventi successivi alla analisi sistemica sono la terapia omeopatica, mutamenti nelle relazioni tra due o più componenti,edel sistema, scambio di informazioni che porti suggerimenti al sistema per nuovi assetti organizzativi.
Utili conseguenze nel lavoro del veterinario:
previsione rispetto ai possibili scompensi: dall’ evidenziare i punti critici nelle relazioni tra gli elementi si può intervenire, migliorando i ai punti deboli, e quindi si fa della prevenzione
interventi ragionati sul sistema in modo da ottenerne il massimo vantaggio per i componenti con il minimo dispendio energetico: risparmio di risorse economiche, energia fossile, chimica .
la “soluzione intellettuale” al posto del “prodotto commerciale”.
tramite la efficace comunicazione sistemica,armonizzazione tra aspettative dell’ uomo ed esigenze dell’ animale.
INTERDISCIPLINARIETA’
Nella pratica veterinaria la interazione tra terapeuta, paziente, proprietario, altri terapeuti e/o tecnici che cooperano col sistema stesso può indurre mutamenti anche importanti nel sistema stesso
Strategia: cooperazione e integrazione dei saperi
La difficoltà di integrazione parte sovente da una concezione, da parte dell’ esperto di una certa disciplina, del proprio sapere come centrale-più risolutivo-più efficace rispetto agli altri, tale concezione va superata se si vuole arrivare a una efficace collaborazione.
Piccoli animali:medicina interna,omeopatia,etologia,medicina comportamentale,alimentazione,endocrinologia,ecc..
Animali da reddito:agronomia,zootecnia,alimentazione,genetica, ecc…
INTEGRAZIONE
Ogni segnale va contestualizzato per comprenderlo, i linguaggi cambiano a seconda dei contesti
Sono enormi le possibilità di interazioni tra sottosistemi, e quindi gli schematismi per il loro studio non funzionano
Restituzione della comprensione agli elementi del sistema, da parte del terapeuta.
Come studiare un sistema?
Osservare come si muove, si organizza, muta ed evolve, prescindendo dai componenti .
monitoraggio di tipo dinamico, raccolta di dati che si evolvono nel tempo
Raccolta di dati relazionali.
Tenere conto delle interferenze dell’ osservatore ( le modalità di indagine interferiscono con le risposte del sistema).
Le letture delle interrelazioni tra gli elementi non sono univoche, perché vi sono moltissime variabili che interagiscono.
L’ ottica sistemica non porta mai, per definizione, a una conoscenza totale del sistema, ma solo di alcune parti.

UN ANIMALE E’ UN SISTEMA BIOLOGICO COMPLESSO INSERITO IN UN SISTEMA PIU’ AMPIO

Il sistema agnello-pecora

Il sistema GREGGE

Il sistema GREGGE-PASTORE-AMBIENTE

 

I soggetti sono le pecore e gli agnelli zeraschi, e la allevatrice Cinzia Angiolini, si ringrazia Sabrina Paoletti per le foto
Come agire su un sistema complesso in modo che migliori la sua organizzazione?
Identificare i “punti critici” e agire su essi con meccanismi di regolazione, con amplificazioni e inibizioni controllate.
Fornire informazioni che possano migliorare il livello di organizzazione, in un linguaggio integrabile dal sistema, tramite per esempio un rimedio omeopatico, o tramite il dialogo con proprietario.
La diversificazione aumenta l’ equilibrio di un sistema (biodiversità).
Aspettare tempi di risposta, valutare le risposte ( sono complesse) prima di nuovi interventi.
Le conoscenze interne al sistema sono il punto di partenza per qualunque cambiamento, non vi sono ricette univoche o totalmente “esterne” .
Utili conseguenze pratiche del lavoro sistemico
Portare informazioni all’ interno di un sistema può favorire lo sviluppo di una migliore organizzazione, quindi una migliore omeostasi.
Interventi ragionati sul sistema in modo da ottenerne il miglior equilibrio con il minimo dispendio energetico: risparmio di risorse economiche, energia fossile, chimica .
Previsione rispetto ai possibili scompensi ( dai punti critici → ai punti deboli) –> prevenzione.
Armonizzazione tra aspettative dell’ uomo ed esigenze dell’ animale.
INTEGRAZIONE
studio delle relazioni tra gli elementi, ricerca ed evidenza dei punti crititci, restituzione della comprensione agli elementi del sistema.
Un problema è che sono enormi le possibilità di interazioni tra sottosistemi, e quindi gli schematismi per il loro studio non funzionano.
Ogni segnale inoltre va contestualizzato per comprenderlo, i linguaggi cambiano a sec dei contesti, quindi anche la etologia va studiata ed usata in questo modo.
Strategia: cooperazione e integrazione dei saperi. La sistemica ci insegna che quando un nuovo elemento si relaziona con varie parti di un sistema, apportando un flusso di informazioni, emozioni, ecc induce dei cambiamenti nel sistema stesso. Da qui deriva come la interazione tra terapeuta,paziente, proprietario, altri terapeuti e/o tecnici che cooperano col sistema stesso possa indurre mutamenti anche importanti nel sistema stesso.
COMUNICAZIONE
Lo scambio di informazioni è lo snodo centrale della sistemica.
La cooperazione dei sottosistemi all’equilibrio di un sistema si attua in larga parte tramite lo scambio di informazioni, cui segue la integrazione dei saperi.
Qualità della comunicazione è determinante per l’ efficacia dello scambio di informazioni.
Essendo diverse le forme di comunicazione relative ad ogni elemento ( verbale, olfattiva, ecc ), la conoscenza e l’ utilizzo di varie forme di comunicazione è essenziale per giungere ad un processo di integrazione che porti alal soluzione dei problemi. Come comunica un agnello, un prato, un allevatore della garfagnana, o una di Grosseto?
Lo stato di salute di un qualsiasi sistema complesso dipende dalla qualità delle connessioni esistenti nel sistema.
VISITA VETERINARIA SISTEMICA
Recepire e comprendere i segnali dell’animale
Inviare segnali all’ animale per stimolarne le reazioni.
Mettere a fuoco le relazioni del soggetto con l’ambiente che lo circonda, inteso come clima, territorio, rapporto con l’uomo, coi conspecifici o con altre specie animali.
collaborazione con colleghi.
OSSERVAZIONE “SISTEMICA”
RELAZIONE MEDICO-PROPRIETARIO
Basi per lo sviluppo di un percorso comune
Scambio di informazioni e di emozioni che possono indurre cambiamenti in entrambe le parti.
accoglienza e sostegno.
Prescrizione di un farmaco.
ANALIZZARE IL CASO CLINICO
Leggere il sintomo insieme ad altri sintomi analoghi, dando una lettura integrata,cioè cercando analogie tra i vari sintomi che portino ad una comprensione profonda del paziente.
Valutare le possibilità di evoluzione di un sistema, quindi il suo squilibrio, il grado di scompenso.
Per la sistemica in omeopatia veterinaria, vedi articolo “IL METODO DELLA COMPLESSITA’ IN MEDICINA VETERINARIA” nella pagina pubblicazioni.
SISTEMICA NEGLI ALLEVAMENTI, LO STUDIO DEGLI AGROECOSISTEMI
Vedi la pagina AGROECOLOGIA.
ECOSISTEMA AGRICOLO
L’ ECOLOGIA E’ LA SISTEMICA AMBIENTALE.
L’ecosistema agricolo è un sistema cui viene continuamente asportata biomassa vegetale e/o animale dall’ uomo, quindi a rischio di squilibrio.
Chi gestisce l’ecosistema agricolo ( l’ uomo) determina in parte lo stato di maggiore o minore equilibrio del sistema stesso.
L’ approccio mentale di gran lunga prevalente è quello riduzionista: isolamento del problema, calcolo del rapporto costi-benefici delle soluzioni disponibili, soluzione.
APPROCCIO SISTEMICO negli allevamenti
analisi delle relazioni esistenti tra gli elementi in gioco: alimentazione, suolo (umidità, pratiche agronomiche), genetica degli animali ( loro potenzialità adattative al territorio), relazione tra animali e parassiti ( relazione tra dati parassitologici, produttivi,clinici) .
La reazione di ogni elemento alle variazioni indotte dai cambiamanti degli altri elementi, ciò porterà ad evidenziare i meccanismi di regolazione del sistema.
AGIRE SUL SISTEMA AGRICOLO
L’ approccio mentale di gran lunga prevelante è quello riduzionista: isolamento del problema, calcolo del rapporto costi-benefici delle soluzioni reperibili,la soluzione in genere è un prodotto, un farmaco, un imput chimico.
Agire in maniera sistemica, cambio di mentalità, mutamento di impostazione.
Esempio di approccio clinico-prescrittivo convenzionale ( approccio riduzionista) e non convenzionale ( sistemico-olistico):le parassitosi ovine
Approccio convenzionale: identificazione del parassita, visita clinica, prescrizione del farmaco convenzionale, controllo clinico e parassitologico.
Approccio sistemico: studio dell’ ecosistema agricolo ,approccio integrato al problema: studio dei terreni, delle modalità di pascolamento, delle caratteristiche climatiche, della genetica degli animali, del programma alimentare, della igiene zootecnica.
Dallo studio delle relazioni degli elementi emersi si giunge a individuare interventi ambientali come rotazioni dei pascoli, cambi di alimentazione o gestione degli animali. Eventuale prescrizione di un rimedio omeopatico ( non sempre necessaria).
Le soluzioni, in un ‘ottica sistemica, non sono necessariamente un apporto esterno tangibile ma semplicemente una nuova organizzazione e la ricerca di nuove relazioni, più vantaggiose per l’ equilibrio totale, meno dispendiose di energia, quindi un apporto culturale, di informazioni.
Questo tipo di analisi può portare a comprensione più globale, cambio di strategie da parte del gestore, ricerca di soluzioni più olistiche.
IMPOSTAZIONE DELLA SISTEMICA NEGLI ALLEVAMENTI
ANALISI DELLE RELAZIONI tra gli elementi.
INDIVIDUAZIONE DEI PUNTI CRITICI.
MONITORAGGIO NEL TEMPO ( individuare degli indicatori) .
RICERCA DI SOLUZIONI, deve essere integrata e integrante le varie componenti in gioco: ambiente, saperi locali, esigenze degli animali,ecc.
RISULTATI DELLA IMPOSTAZIONE SISTEMICA negli allevamenti
Previsione rispetto ai possibili scompensi, dai punti critici ai punti deboli.
Controllo ragionato del sistema in modo da ottenerne il massimo vantaggio per i componenti con il minimo dispendio energetico: risparmio di rosse economiche, fossili, energetiche in genere la “soluzione intellettuale” al posto del “prodotto commerciale”…..
Portare informazioni all’ interno di un sistema può favorire lo sviluppo di una migliore organizzazione, quindi un minore stato di entropia, quindi un equilibrio più stabile.
Le informazioni vanno portate in maniera integrabile dal sistema , quindi con un linguaggio da esso fruibile.
Affrontare un problema in termini complessi significa cercare, in modo interdisciplinare e cooperativo, soluzioni a livello organizzativo.
Risposta alla domanda sulla foto: LA NINA STA MOSTRANDO I DENTI è la risposta corretta,ma non possiamo conoscerene la motivazione, guardando la azione isolata, inserendola in un contesto sapremo che questa azione costituisce l’INIZIO DI UNO SBADIGLIO,solo la conoscenza di quello che è avvenuto prima e dopo, rispetto all’ elemento isolato, permette di dargli un significato
LA TEORIA DEI SISTEMI COMPLESSI
Formulata in modo completo da L.Von Bertalanffy nel 1945
“Sono diventate necessarie delle forme di approccio ai problemi che abbiano una natura olistica e fondata sui sistemi, generalizzanti ed interdisciplinari si è cioè passati da una visione analitica ad una più globale, integrata, o in altre parole, sistemica.”
Le diverse discipline scientifiche si sono infatti evolute divenendo sempre più specialistiche e sviluppando linguaggi e metodologie sempre più specifiche e sempre meno permeabili le une con le altre.
La teoria dei sistemi complessi è applicata in fisica, biologia, sociologia, pedagogia, medicina ( PNEI, psiconeuronedocrinoimmunolgia), e in medicina omeopatica nel Metodo della Complessità ( Mangialavori).
L’interesse si sposta dalla sostanza alle relazioni, alla comunicazione, al tempo. (da: M. Merialdo,lezione sulla teoria dei sistemi)
Cosa è un sistema complesso?
Un sistema è un insieme di elementi in interazione dinamica, organizzati tra loro.
Tutto è in relazione costante e tutto è interdipendente, fino a formare sistemi di assoluta complessità.
J. De Rosnay: “…….. la totalità degli elementi del sistema studiato, insieme con le loro interazioni e le loro interdipendenze”.
I diversi livelli e gli elementi individuali sono collegati da una grande varietà di legami. Ne viene fuori un’alta densità di connessioni, interne ed esterne al sistema.
.Il sistema complesso viene definito dall’ osservatore, è un concetto operativo: i limiti sono stabiliti da chi lo studia.
Come funziona un sistema complesso ?
DINAMICA DEI SISTEMI: meccanismi regolatori che agiscono per creare organizzazione.
Il funzionamento di un sistema é qualcosa di diverso dalla somma delle sue parti.
Il sistema scambia materia, energia, informazione al suo interno a con l’ esterno.
L’ evoluzione di un sistema aperto è l’integrazione dei cambiamenti, interni o esterni al sistema, e adattamenti tramite successive modalità organizzative .
La regolazione e la stabilità si fondano sugli anelli a retroazione negativa.
Gli anelli a retroazione positiva tendono invece a far evolvere il sistema nella direzione che era nelle premesse.
L’ evoluzione di un sistema aperto è l’integrazione di questi cambiamenti e adattamenti: l’accumularsi nel tempo di piani successivi della sua storia.
Sono questi gli elementi fondamentali del comportamento omeostatico, che è la conditio sine qua non per cui un organismo biologico può durare.
Come sono fatti i S.C.?
Sono caratterizzati da evoluzione,organizzazione diversificazione, instabilità, capacità di omeostasi, scambio di materia, energia, informazione intra ed extra-sistema.
Gli elementi individuali sono collegati da una grande varietà di legami. Ne viene fuori un’alta densità di connessioni, interne ed esterne al sistema.
Ogni sistema presenta un comportamento, suo specifico, altamente caratterizzante,che deriva dalle relazioni dei suoi elementi.
La sistemica ci insegna che quando un nuovo elemento si relaziona con varie parti di un sistema, apportando un flusso di informazioni, emozioni, ecc induce dei cambiamenti nel sistema stesso. Da qui deriva come la interazione tra terapeuta,paziente, proprietario, altri terapeuti e/o tecnici che cooperano col sistema stesso possa indurre mutamenti anche importanti nel sistema stesso.
Bibliografia
F.Caporali “Ecologia per l’ agricoltura”
G.Bateson “Mente e natura”
E.Morin”I sette saperi necessari all’ educazione del futuro”