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Medicina integrata in veterinaria

MEDICINA INTEGRATA IN VETERINARIA
Autori: Francesca Pisseri,Giuliana Terracciano,Grazia Guidi, dagli Atti del Convegno Primo Incontro di Medicina Veterinaria Omeopatica, Arezzo, 29-11-2008
Nella clinica veterinaria degli animali da affezione le Medicine non Convenzionali sono utilizzabili in maniera alternativa o complementare alla medicina convenzionale.
I fattori alla base delle scelte terapeutiche sono, nella nostra esperienza, essenzialmente dovute alle seguenti valutazioni:
evidenze scientifiche disponibili sulla efficacia delle terapie considerate
effetti collaterali e/o tossici dei farmaci, considerando anche lo stato clinico del paziente (eventuali allergie, stato degli emuntori, ecc)
maneggevolezza, tollerabilità, meccanismi di assuefazione, costi dei farmaci
esperienza del terapeuta
parere dei proprietari (consenso informato)
rischi cui va incontro il paziente se non viene sottoposto alla terapia convenzionale
benessere dell’animale legato alla terapia effettuata.
Tali considerazioni, partendo da una diagnosi clinica e supportate da una collaborazione interdisciplinare, permettono di definire il percorso terapeutico migliore per il paziente con una scelta libera da pregiudizi e tenendo presente, altresì, la complessità del vivente.
Per ogni caso clinico si valuta se consigliare il metodo convenzionale o quello omeopatico o fitoterapico,o altro, che possono anche essere alternati o contemporanei nell’ambito di un percorso terapeutico sinergico, sulla base della valutazione della risposta del paziente alla terapia, dello stato psicologico, del suo stato clinico, delle analisi di laboratorio e della soddisfazione del proprietario.
Per la impostazione della migliore strategia terapeutica si tengono in massima considerazione la qualità della vita del paziente, il benessere, il suo stato clinico, le analisi di laboratorio. Queste ultime vanno valutate anche in base al tipo di terapia che viene effettuata, è quindi necessario attuare delle previsioni di massima su ciò che ci si può aspettare da un paziente con una certa malattia per valutarne correttamente il follow-up.
La terapia omeopatica hanumerosi vantaggi in quanto è volta alla salute generale del paziente (benessere psico-fisico), non ha tossicità né effetti collaterali, è di basso costo, si integra con successo sia con la fitoterapia che con la medicina convenzionale, non presentando rischi di interazioni farmacologiche.
La fitoterapia offre degli spunti molto interessanti in medicina veterinaria, per quanto sia necessaria particolare attenzione alla qualità degli estratti, ai dosaggi, alla farmacodinamica, alla farmacocinetica, non sempre note per quanto riguarda i pets, ed alle interazioni farmacologiche.
STRATEGIA TERAPEUTICA IN CASO DI LEISHMANIOSI CANINA (LSH)
In caso di LSH può essere vantaggioso per il paziente iniziare con una terapia omeopatica in quanto, in caso di evidente buona risposta, tale terapia non comporta pericoli di farmacoresistenza, di effetti collaterali e tossicità, legati a volte alla terapia convenzionale.
In alcuni casi può essere consigliabile il ricorso iniziale alla terapia convenzionale, per esempio in corso di sintomatologia clinica in rapida evoluzione nei quali rimandare la somministrazione del farmaco che ha azione diretta sul parassita può essere rischioso per il paziente.
In tal senso è opportuno considerare il fatto che la prescrizione omeopatica è individuale e si basa su informazioni che derivano in gran parte dal proprietario del paziente, il cui relato può quindi contenere elementi proiettivi e/o fuorvianti.
Va comunque considerato che, nei casi acuti, il rimedio ben scelto può avere effetti molto rapidi e che quindi un attento monitoraggio clinico consente di gestire con una certa sicurezza anche questi casi con la terapia omeopatica.
Il monitoraggio del caso fatto sulla base dello stato generale (anche comportamentale nel caso della terapia omeopatica), farà indirizzare verso una terapia alternata o verso una sola delle due.
Nella nostra esperienza l’alternanza terapeutica, invece della contemporaneità, è risultata più appropriata per la valutazione effettiva della risposta alle due terapie. La fitoterapia può dare un utile contributo per il controllo della sintomatologia legata a fenomeni flogistici cronici articolari e/o cutanei.
STRATEGIA TERAPEUTICA IN CASO DI ASMA FELINA
Per quanto riguarda il paziente che presenta crisi asmatiche va valutata attentamente la presenza di bronchiti croniche ed enfisema polmonare, tramite esami radiografici e valutazione citologica del liquido broncoalveolare.
L’agente eziologico e/o gli eventuali fattori predisponenti possono essere indicativi per l’approccio terapeutico.
La presenza di lesioni organiche strutturate, inoltre, è determinante per la scelta della potenza del rimedio omeopatico da somministrare. Tale rimedio può essere utilizzato sia per il controllo delle fasi acute sia per la gestione generale del paziente.
Tuttavia la presenza di crisi dispnoiche importanti può indirizzare verso una iniziale prescrizione di tipo convenzionale, in modo da non mettere a rischio la vita del paziente. La terapia omeopatica può essere invece indicata per la gestione del paziente a lungo termine, date le possibili conseguenze di una terapia cortisonica protratta abitualmente prescritta in questi casi.
STRATEGIA TERAPEUTICA IN CASO DI CRISI CONVULSIVE
Possono essere indirizzati verso la terapia omeopatica pazienti nei quali la terapia convenzionale, correttamente impostata e monitorata, non riesce ad evitare la insorgenza di crisi convulsive. In tal caso si consiglia di non interrompere la terapia convenzionale una volta iniziata l’omeopatica, in quanto il potenziale effetto rebound potrebbe causare una intensificazione della frequenza e/o della gravità delle crisi ed, inoltre, causare incertezza nella valutazione degli effetti della terapia omeopatica.
L’approccio omeopatico può essere indicato anche quando la presenza di crisi convulsive si accompagna ad un fragile stato emotivo o psichico del paziente, e quindi un approccio di tipo globale, migliorando l’ equilibrio generale, può mitigare anche la sintomatologia convulsiva.
La terapia omeopatica può essere anche prescritta su base sintomatica per il controllo delle crisi convulsive nel momento acuto, tuttavia è consigliabile tentare di curare il paziente nella sua totalità col “rimedio individuale”, che ha la possibilità di portare ad una risoluzione parziale (diminuzione della frequenza o della intensità delle crisi) o totale della malattia.
CONCLUSIONI
A seconda del tipo di patologia e di paziente vi sono differenti considerazioni sull’ utilizzo contemporaneo o alternato delle terapie convenzionali e non. Nella Leishmaniosi, per esempio, è meglio a nostro avviso l’ alternanza per valutare con più chiarezza gli effetti sul paziente delle terapie, mentre nel caso di una sindrome convulsiva o asmatica è meglio, in un primo tempo, attuare in contemporanea le due terapie e poi svezzare il paziente dalla terapia convenzionale in base alla evoluzione del caso.
In generale è opportuno, a nostro avviso, introdurre nella gestione del caso una variabile alla volta per comprendere al meglio la successiva evoluzione. La medicina integrata si pone in un’ ottica di confronto e scambio di conoscenze fra la medicina convenzionale e quella non convenzionale, tenendo conto delle relazioni interculturali necessarie ad una società culturalmente differenziata e multietnica.In veterinaria inoltre il concetto di salute animale va intesa in senso globale comprendente anche l’alimentazione, l’ambiente e lo stato emotivo-comportamentale del paziente.

 

Presso il Dipartimento di Clinica Veterinaria della Università di Pisa è attivo dal 2002 un Consultorio di Medicina Integrata,dove la scelta terapeutica è diversificata in funzione delle situazioni cliniche specifiche.
Il ricorso alle CAM nell’ ambito della suddetta struttura deriva da richiesta da parte dell’ utenza e da invio da parte di colleghi, interni o esterni al Dipartimento, motivato da manifestazioni di effetti collaterali o tossicità dovuti a terapie convenzionali, o a considerazioni di opportunità della terapia omeopatica o fitoterapica come prima scelta in base ad esperienze precedenti.
In un anno di attività del Consultorio (da novembre 2007 a novembre 2008) sono stati sottoposti a visita 118 cani e 66 gatti di età compresa tra i 3 mesi e i 22 anni, la distribuzione dei casi è abbastanza omogenea per classi di età.
Le patologie maggiormente trattate sono state le dermatopatie, la Leishmaniosi canina, le patologie articolari e quelle nefro-urologiche (tab.1). Molti pazienti (n. 68) presentavano una o più patologie concomitanti alla principale e si è trattato in larghissima maggioranza di casi cronici.

 

 

Omeopatia e fitoterapia nella clinica veterinaria
Si può applicare su cavalli, bovini, piccoli ruminanti, suini, cani, gatti.
Contesto ambulatoriale di base: alternativa o complementare alla medicina convenzionale, approccio iniziale al paziente che si presenta in ambulatorio.
Contesto specialistico: visita di referenza da parte del collega, o comunque su diagnosi clinica già effettuata.