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Il metodo della complessità in omeopatia veterinaria

Dr.ssa Francesca Pisseri Dott. Riccardo Tomassini
Tale metodo utilizza una impostazione dinamica e complessa dello studio del paziente e dei rimedi: si cerca di mettere a fuoco le relazioni del soggetto con l’ambiente che lo circonda, inteso come clima, territorio, rapporto con l’uomo, coi conspecifici o con altre specie animali. Si evidenzia inoltre la lettura del vissuto del paziente in termini di processi, cioè di azioni e avvenimenti che si sviluppano nel tempo e nello spazio, e non tanto come insieme di elementi isolati (i cosiddetti “sintomi omeopatici”).
Nello studio dei rimedi si dà primaria importanza alle informazioni derivanti dalla clinica, in quanto, a nostro avviso, il paziente cui un rimedio omeopatico ha causato profondi e duraturi miglioramenti dello stato di salute rappresenta, in senso analogico, un prezioso quadro di manifestazioni fenomenologiche esprimenti caratteristiche fondamentali del rimedio stesso.
L’ applicazione in clinica omeopatica di tale metodo prevede l’ utilizzo di concetti come quello di tema e di famiglia omeopatica.
Una famiglia di rimedi omeopatici è un insieme di rimedi che condivide temi fondamentali per la prescrizione. I rimedi afferenti a una ‘famiglia’ possono essere sostanze derivate da una stesso gruppo minerale, botanico o zoologico o al contrario possono essere sostanze molto diverse tra loro, ma in ogni caso presentano profonde analogie, evidenti sul piano clinico.
Il concetto di famiglia è in tal senso estremamente pratico e applicativo, serve a creare raggruppamenti di rimedi con importanti caratteristiche comuni per agevolare una rapida ed efficace prescrizione clinica.
La presa del caso
Si svolge all’interno del “campo terapeutico”, spazio ideale in cui si esplica la relazione tra terapeuta, paziente e proprietario, esso costituisce l’ambito per la raccolta dei dati di nostro interesse e per un percorso terapeutico che si basi su una sincera alleanza.
La presa del caso si attua tramite visita clinica tradizionale (corredata da indagini diagnostiche), colloquio col proprietario, osservazione e relazione col paziente stesso.
E’ utile infatti inviare segnali all’ animale per stimolare le sue reazioni e quindi avere dei dati da registrare sul modo in cui l’ individuo si relaziona.
E’ essenziale, in tal senso, approfondire lo studio di tecniche atte alla gestione del rapporto veterinario-proprietario, avere una buona conoscenza della etologia della specie che si osserva, disporre di uno spazio in cui il paziente possa muoversi liberamente.
Il colloquio omeopatico non avrà alcuno schema precostituito ma tenderà ad indagare le aree comportamentali di maggior interesse in rapporto sia al vissuto del paziente sia ai comportamenti importanti della specie e della razza.

 

 

L’analisi del caso
Si valutano eventuali relazioni e\o coerenze tra gli elementi emersi dalla visita omeopatica per giungere alla definizione ed alla specificazione dei temi fondanti del paziente.
Il tema si definisce come il “concetto che ben rappresenta uno degli aspetti caratteristici di un paziente e/o di una sostanza nella sua interazione con un sistema biologico”(1).
In altri termini è un motivo di fondo che caratterizza e influenza i modi che ha l’ individuo di interagire con l’ ambiente che lo circonda e con se stesso.
Ricordiamo che il sintomo omeopatico è invece un “fenomeno rilevabile nella sperimentazione omeopatica e/o nella clinica; si tratta di manifestazioni soggettive o oggettive che si verificano in un sistema biologico”.
Un tema è un concetto che accomuna e che dà senso ad un gruppo di sintomi omeopatici che si possono mettere in relazione tra loro (gruppo di sintomi coerenti)(1).

 

 

La ricerca di coerenza tra i sintomi omeopatici è un aspetto fondamentale del metodo, e in tal senso un sintomo acquisisce valore ed importanza nella analisi del caso se appartiene ad un gruppo coerente in quanto è espressione di una importante strategia adattativa (o disadattativa) per il paziente(2).
Riteniamo che essendo i nostri pazienti dei sistemi biologici complessi abbia piu’ senso studiare le relazioni tra gli elementi del sistema e tra il sistema e l’ ambiente che lo circonda piuttosto che i singoli elementi separatamente.
Il significato del sintomo è nella sua lettura integrata insieme ad altri sintomi analoghi,quindi la lettura sistemica sta alla base di questo metodo che presenta importanti elementi analogici(2).
La visione sistemica del caso si attua anche cercando di intuire il senso al di là delle manifestazioni, tramite strumenti non solo logici e razionali ma anche emotivi ed empatici (anima della lettura analogica del caso), restando tuttavia ben attenti a non cadere in interpretazioni errate e fuorvianti, che non siano rigorosamente basate sui dati raccolti.
Il metodo della complessità può trovare diretta applicazione del principio di similitudine, tramite ricerca di analogie tematiche tra paziente e rimedio, senza utilizzo del repertorio omeopatico.
Si può altresì utilizzare il metodo allo scopo di indirizzare la scelta dei sintomi da impiegare per la ricerca repertoriale, partendo dal presupposto che sintomi maggiormente rappresentativi dei temi fondanti del paziente possano portare ad una repertorizzazione ricca di elementi prescrittivi importanti.
Infine il metodo proposto si utilizza per la diagnosi differenziale tra i rimedi emersi dalla repertorizzazione, escludendo in maniera rapida le famiglie omeopatiche e i rimedi che non presentano tra i propri temi fondanti quelli del paziente in esame.
Il grado repertoriale dei sintomi ha molta meno importanza rispetto alla coerenza fra i sintomi stessi. Pertanto anche sintomi repertoriali di basso grado ma presenti in un gruppo coerente di sintomi hanno molta rilevanza.
Lo stesso dicasi per i sintomi fisici, che se integrati in maniera “tematica” con altri possono essere di ugual importanza rispetto ai sintomi cosiddetti “mentali”(1).
La comprensione del sistema-paziente, in una ottica squisitamente sistemica ci consente di capire le aree sintomatologiche davvero fondanti del caso e i sintomi da scegliere saranno all’interno di queste aree. Integrandole tra loro si riuscirà a fare quel salto dal livello riduzionista dei sintomi in semplice successione, a quello sistemico dei sintomi ordinati in modo integrato tra loro(1,2).
Bibliografia
Mangialavori M., Marotta G. “Praxis,un nuovo metodo in Medicina Omeopatica:la ricerca della coerenza nella manifestazione dei fenomeni clinici” – vol. I Matrix ed. (2004).
Mangialavori M. Solanaceae,Nightmare between Light and Dark, Matrix ed.(2006)
Marotta G. Grandi aree tematiche, temi specifici e fondanti, coerenza sintomatologia Seminario di studio (Scuola CIMI-Koiné – 2002)
Links
Mangialavori M.: www.mangialavori.com