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Terapia con gli oli essenziali

GLI OLI ESSENZIALI
La definizione data nel 1996 dall’ Aromatherapy Trade Council è: “ Un OE è un composto aromatico e volatile usualmente estratto da una unica specie botanica tramite distillazione o spremitura, cui niente dovrebbe essere aggiunto”. Un OE si definisce indicando la specie e il genere del vegetale da cui deriva seguito dalla sigla o.e.. Sono diverse le parti della pianta in cui si sintetizzano e si immagazzinano, si trovano per esempio negli agrumi nell’ epicarpo, nella rosa nei fiori, nella cannella nella corteccia, nel rosmarino nelle foglie, nell’ aglio nel bulbo. Le più importanti famiglie botaniche cui afferiscono piante da cui si ricavano gli OE sono le Lamiatae o Labiatae, le Apiaceae o Umbelliferae, le Asteraceae, le Lauraceae, le Myrtaceae, le Rutaceae. Sono in genere poco solubili in acqua e molto solubili in alcool, etere, cloroformio, acido acetico e nei grassi. La loro composizione è variabile anche nell’ ambito della stessa specie botanica, si parla quindi di CHEMIOTIPI in riferimento alla prevalenza di una data molecola tra i costituenti.

 
I fattori che infuenzano la variabilità degli OE sono di tipo genetico (ibridazioni), pedoclimatici ( natura del terreno, esposizione al sole, piovosità, temperatura ecc), momento balsamico, fattori agro-colturali, e alcuni fattori post-raccolta quali procedure di estrazione e conservazione. Gli OE si utilizzano in cosmetica, in terapia farmacologia, come repellenti per insetti, come additivi alimentari ( modificatori di sapore). I tipi di estrazione sono diversi, e lo spirito è quello di alterare il meno possibile i composti presenti nella pianta. Tali metodi possono essere meccanici, fisici, chimici. Spesso avvengono frodi commerciali quali adulterazioni (aggiunta di sostanze estranee), che comprendono anche vendita di prodotti diluiti come puri, e sofisticazioni ( vendere un OE al posto di un altro). Secondo altri autori l’ OE può derivare anche da estrazione chimica tramite solventi.
estratto dalla pubblicazione”Essential oils in medicine, principles of therapy”(F.Pisseri,A.Bertoli,L.Pistelli,2008):
Attività terapeutiche degli oli essenziali
Gli OE esercitano attività terapeutiche polivalenti i cui meccanismi d’azione, per la loro complessità ,ma anche per la scarsità di studi clinci, non sono sempre chiari. Tuttavia si può dire che gli O E influenzano gran parte dei sistemi organici con una azione di potenziamento delle funzioni vitali, e inoltre alcuni di questi prodotti hanno un tropismo specifico verso un organo od un apparato e verso alcune funzioni specifihce. I costituenti chimici degli oli essenziali, il loro odore ed il loro sapore agiscono sia singolarmente che in sinergia, determinando sempre un’azione globale psicosomatica. Il medico che desideri prescrivere a scopo curativo o preventivo gli OE deve compiere una valutazione critica dei prodotti disponibili in commercio in quanto la composizione e la qualità degli OE influenzano fortemente sia le loro potenzialità terapeutiche che i rischi tossicologici. Come per ogni fitocomplesso la attività sull’ organismo degli OE deriva dalla azione complessa e combinata e non dalla semplice somma delle attività dei singoli componenti.

 
Si riportano schematicamente le principali attività terapeutiche degli OE con alcuni riferimenti a specifici oli:
Proprietà spasmolitiche: Limone, Pimpinella anisum, Rosmarinus officinalis,Foeniculum vulgaris, Menta piperita, Thymus vulgaris
Proprietà revulsive: Tea-tree, Citrus lemon, Menta piperita
Azione analgesica: Cymbopogon spp., Menta piperita
Proprietà antinfiammatorie e decongestionanti: Salvia sclarea, Matricaria camomilla, Citrus sinensis,Rosmarinus officinalis, Citrus lemon
Proprietà immunomodulanti: Citrus limon, Thymus vulgaris, Rosmarinus officinalis, Origanum vulgaris
Proprietà antimicrobiche:Melaleuca alternifolia,Thymus spp., Satureja spp., Citrus bergamia, Origanum vulgaris, Illicium verum, Ocimum basilicum, Matricaria recutita, Salvia officinalis, Satureja montana,Origanum majorana
Proprietà antifungine, dimostrate sia in vitro che in vivo: Melaleuca alternifolia,Thymus vulgaris,Origanum vulgaris, Citrus limon, Ocimum basilicum, Origanum majorana
Azione espettorante, mucolitica:Eucalyptus spp., Thuja spp. , Pinus spp.
Attività antiossidanti:Rosmarinus officinalis, Citrus lemon
Proprietà psicotrope, con evidenti effetti sul comportamento sia umano che animale( ansia, demenza): Lavandula vera, Citrus aurantium, Anthemis nobilis, Melissa officinalis
Azione olfattiva, con effetti psicologici, neurologici e feromonali, soprattutto su zone del cervello riguardanti le emozioni
Proprietà acaricide: Eugenia caryophyllata
Per quanto riguarda le proprietà antimicrobiche esse sono state evidenziate anche nei confronti di alcuni ceppi batterici antibiotico-resistenti. Da ricordare inoltre i numerosi studi, sia in vitro che in vivo, sulla attività inibente nei confronti di Candida albicans nell’ uomo ( Melaleuca alternifolia, Lavandula vera, Citrus spp., ecc).

 
Utilizzo clinico
La terapia con gli oli essenziali può essere di tipo locale o sistemico, va tuttavia tenuto presente che essendo sostanze in gran parte volatili e liposolubili anche in caso di applicazioni locali vi può essere una certa diffusione sistemica sia per via inalatoria che per via cutanea o mucosale. L’ utilizzo sistemico deve essere cauto, dato il basso indice terapeutico di alcuni O E, e con particolare attenzione alla qualità e al chemiotipo dell’ olio che si utilizza.
In dermatologia la loro prescrizione può essere sia eziologica ( betteri, miceti), che sintomatica ( prurito, infiammazione, ecc), sia come riequilibranti della cute, gli oli essenziali potrebbero infatti stimolare sia il sistema immunitario sia i cheratinociti al miglioramento delle difese locali, dello strato corneo e del materiale lipidico intercellulare. Si può quindi consigliare il loro uso, in maniera alternativa o complementare alla terapia convenzionale, per affezioni quali il pioderma localizzato o diffuso, la dermatite seborroica, le micosi, l’ acne, le dermatiti furfuracee con cute secca o seborroica. Per le dermatiti atopiche va valutato con attenzione l’ utilizzo di oli che si sono dimostrati allergizzanti, come Melaleuca spp., Lemon epp, ecc; da considerare che alcuni oli derivanti dalla famiglia delle Labiate hanno causato reazioni di ipersensibilità crociata.
Per quanto riguarda l’ apparato respiratorio da ricordare l’ utilizzo di Eucaliptus spp. e Pinus spp. per via inalatoria per le azioni espettoranti e mucolitica.
Sull’ apparato digerente interessanti la azione spasmolitica, sia a livello intestinale che delle vie biliari, di oli come quello di Rosmarinus officinalis e Foeniculum vulgaris, oggetto di personali esperienze prescrittive, in cui si è notato un ottimo effetto in pazienti con sindromi coliche e buona tollerabilità per lunghi periodi.
E’ importante utilizzare opportuni veicoli per le somministrazioni, sia locale che generale. Riteniamo particolarmente indicato l’ olio di mandorle dolci per miscele da applicazione cutanea e otologica, visto che è facilmente assorbito e si diffonde fino al derma consentendo il conseguente assorbimento degli OE, oltre ad essere ben tollerato. Esso deriva tramite spremitura a freddo.dal frutto del Prunus Dulcis Mill ed è un noto eudermico, ha attività emolliente, idratante, lenitiva. Recentemente nella sua composizione sono stati identificati dei polifenoli con attività antiossidante.La frazione polisaccaridica ha dimostrato in vitro e in vivo su linfociti di ratto effetti stimolanti i linfociti ( 27). Non è quindi da considerarsi un semplice eccipiente in quanto contribuisce a ristabilire l’ equilibrio cutaneo alterato in corso di malattie dermatologiche. Gli OE da somministrare per via generale si possono miscelare a estratti secchi o polveri in opportune preparazioni galeniche.

 
Dosaggi
per applicazioni cutanee i dosaggi variano a seconda del tipo di olio, e delle considerazioni cliniche, per l’ uomo si va dall’ 1% al 10%, per gli animali dal 5% al 50%, dato il diverso spessore della cute e la presenza del mantello. Anche per l’ utilizzo sistemico i dosaggi vanno attentamente valutati, per i rischi di tossicità, a titolo indicativo si aggirano da 0,1 a 0,3 mgr/kg/die.
Prescrizione
La tecnica prescrittiva degli oli essenziali può seguire due diverse vie: una di tipo riduzionista in cui si prescrive un determinato o.e. in base ai componenti presenti correlati alle evidenze cliniche in letteratura e allo stato clinico del paziente, ed una più complessa ed olistica in cui si tengono presenti tutte le attività degli oli, anche quelle che derivano dalle tradizioni ed usi popolari, comprese le azioni sul piano psicologico ed emozionale. La prescrizione quindi nel secondo caso tiene presente le caratteristiche del paziente nella sua totalità psico-fisica. Riteniamo che le due vie si possano integrare con successo. Per la prescrizione antibatterica e antifungina sarebbe auspicabile allestire degli aromatogrammi, in quanto può variare la sensibilità di diversi ceppi micotici o batterici agli O E.

 
Tossicologia e reazioni avverse
Si possono riscontrare vari tipi di tossicità: acuta, subacuta e cronica, a livello riproduttivo, carcinogenicità, etc. In caso di applicazione cutanea si può avere -Irritazione diretta (reazione di tipo non immunitario),già alla prima applicazione,la reazione è rapida, e la sua severità dipende dalla concentrazione dell’irritante. OE ad alto tasso di fenoli possono causare irritazione, ad esempio Citrus limon, Origanum vulgaris, Thymus vulgaris. -Ipersensibilità, reazioni di tipo immunitario, sia di tipo I che comprende l’anafilassi e l’atopia, sia reazioni cellulo-mediate o di ipersensibilità ritardata (risposta infiammatoria dopo 12-24h) con reazione di tipo eczematoso, dermatitico, come la dermatite da contatto. Diversi componenti degli oli presentano tossicità generale, dose-dipendente. I fenoli possono essere caustici e provocare fenomeni di irritazione renale e lesioni alle mucose del tubo digerente; alcuni chetoni presentano uno spiccato neurotropismo e la tendenza ad accumularsi nell’organismo; i terpeni sono irritanti per la pelle e le mucose; alcuni esteri sono stupefacenti a dosi molto elevate.Per il tea tree oil è stata evidenziata ototossicità, il che ne controindica l’ uso otologico. In caso di applicazioni cutanee inappropriate a dosi molto elevate (era stato utilizzato TeaTreeOil puro, alla dose di 20 ml a gatto adulto) si sono riscontrati sintomi come depressione, incoordinazione e tremori muscolari.
Bibliografia
Valussi M.(2005) Il grande manuale dell’ aromaterapia.Fondamenti di scienza degli oli essenziali.Tecniche Nuove. www.infoerbe.it