L’ approccio integrato prevede il mantenimento del naturale equilibrio ospite-parassita, e rifiuta l’ottica della eliminazione completa dei parassiti nell’ organismo degli animali. Infatti da un lato tale eliminazione è impossibile, se non a breve termine, nell’allevamento basato sul pascolamento, e dall’ altro è dimostrato, per alcune parassitosi, che la presenza di una bassa carica parassitaria nell’ animale contribuisce a limitare la insorgenza di infestioni massive, preservandone la salute.
Al contrario un azzeramento di tale carica può provocare una conseguente grave reinfestione.
Va inoltre considerato il sempre crescente problema della farmacoresistenza dei parassiti nei confronti delle molecole di sintesi, e la preoccupante ecotossicità di alcuni antiparassitari ad uso zootecnico.
Il pascolamento, condizione essenziale per l’allevamento agroecologico, costituisce la principale fonte di infestazione parassitaria degli animali, è quindi opportuno limitare la carica infestante dei pascoli.
Lo studio dell’ ambiente pedoclimatico e dell’ intero agroecosistema è essenziale per una corretta impostazione dei problemi, in quanto la natura del terreno, la flora e la fauna ambientale, le condizioni climatiche influenzano la presenza delle larve infestanti nell’ ambiente.
La prima misura da mettere in atto è monitorare nel tempo la situazione parassitologica tramite opportune indagini, cliniche di laboratorio, e ambientali, per poter impostare un piano di controllo delle parassitosi basato sull’ impiego combinato di Medicine non Convenzionali e misure gestionali.
Si elabora, in base alle caratteristiche ed alla anamnesi sanitaria aziendale, un piano di monitoraggio che valuti l’ andamento della carica parassitaria nel tempo, indicando le analisi di laboratorio da effettuare in base al tipo di parassiti presenti e la frequenza dei controlli.
Le analisi si possono effettuare su pool di campioni fecali, oppure su un % di soggetti singoli,in numero significativo per ciascuna categoria di animali.
I risultati delle indagini parassitologiche vanno valutati in relazione allo stato di salute degli animali, e ai dati produttivi, in modo da essere certi di essere al di sotto sia del rischio sanitario che del rischio zootencico.
Il medico veterinario valuta la sintomatologia clinica riferibile a parassitosi quale anemia, diarrea, dimagramento.
Riguardano suolo, clima, pratiche agronomiche, gestione dei pascoli, management e alimentazione degli animali.
Sono essenziali per capire se vi sono fattori, quali alimentazione, eccesso di umidità, presenza di ospiti intermedi,ecc. che possono contribuire a mantenere una cospicua carica parassitaria ambientale.
Tali indagini saranno indirizzate dal monitoraggio parassitologico, in quanto le diverse specie parassitarie hanno cicli biologici e condizioni differenti di sviluppo.
I possibili interventi ecosostenibili in caso di parassitosi animali sono: omeopatia, fitoterapia, interventi ambientali.
INTERVENTI AMBIENTALI: rotazione dei pascoli, pianificata in base ai cicli biologici dei parassiti ed alle loro forme di resistenza nell’ ambiente; pratiche agronomiche riducenti il carico parassitario di larve nei pascoli; alternanza di specie diverse nei pascoli; lotta biologica ad alcuni ospiti intermedi; misure igieniche nelle strutture di allevamento, ecc.
OMEOPATIA: è consigliabile la omeopatia unicista, che stimoli specificamente la reattività organica nei confronti dei parassiti.
FITOTERAPIA: non essendovi ancora farmaci fitoterapici registrati per gli animali zootecnici, è possibile utilizzare alcuni fitocomposti contenuti in alimenti del bestiame, come certe essenze pabulari, e integratori alimentari a base vegetale.
TRATTAMENTO CONVENZIONALE: sarà basato sul tipo di parassiti presenti, evitando quindi il più possibile molecole ad ampio spettro, che hanno forte impatto ambientale, a favore di molecole a spettro limitato, mirate alla parassitosi presente.
I diversi interventi verranno implementati in seguito alla valutazione da parte del medico veterinario della situazione parassitologica in atto.
Se la carica parassitaria è bassa, gli animali sono in buono stato di salute e hanno buone performance produttive, è sconsigliabile effettuare trattamenti, anche con fitoterapici, per rispettare il naturale equilibrio ospite-parassita.
Non è invece controindicato l’utilizzo di rimedi omeopatici, che non alterano tale equilibrio.
Per cariche medie è consigliabile l’approccio omeopatico e misure ambientali quali una apposita rotazione dei pascoli, valutando altri approcci se gli animali non sono in buone condizioni.
Per cariche parassitarie alte il medico veterinario valuterà, in base anche ai rilevi clinici, l’opportunità di un trattamento omeopatico o fitoterapico, con controllo a breve termine per arginare i rischi, oppure prescriverà un farmaco convenzionale.
Per esempio negli ovini una carica < 300 UPG(Uova per Grammo di Feci) per gli strongili gastro-intestinali degli ovini è da considerarsi bassa e non rischiosa,media è di 300-600 UPG, alta >600.
Concludendo, il controllo integrato delle parassitosi è possibile sia tecnicamente che economicamente, essendo meno dispendioso dell’ utilizzo regolare di antiparassitari, più rispettoso dell’ ambiente ed in linea con i principi dell’ agricoltura biologica.
